Vito Lops -

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settembre 2007

28/09/07

Azioni, ha senso comprarle prima del dividendo?

MoDividendi3lti tra i piccoli risparmiatori credono che uno dei migliori momenti per acquistare un'azione sia nella prima settimana di maggio, in previsione del primo grande stacco dei dividendi sugli utili maturati dalle aziende nell'esercizio precedente,  o, in generale, pochi giorni prima di qualsiasi stacco (vi sono anche alcuni in autunno).

L'idea è quella di comprare il titolo, incassare il dividendo (che può superare anche il 5% come per i titoli energetici) e poi vendere comodamente il titolo. In realtà, quella del "mordi e scappa" dei dividendi è solo un'illusione.

I gestori, infatti, sottolineano che, salvo rare eccezioni, la valutazione delle azioni già incorpora, in media con due mesi d’anticipo, la sopravvalutazione del dividendo. C’è da aspettarsi, pertanto che, a cedola distribuita, il titolo scenda di un valore prossimo al suo dividend-yield (indicatore del rendimento dell’investimento). Ecco perché quest’ultimo non deve essere considerato come un fattore speculativo di breve periodo, piuttosto un indicatore dello stato di salute del gruppo.

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26/09/07

Un iPod per gestire i conti di casa

Logo3d_ok_2 Ha cominciato negli anni ‘90 Microsoft con Money, un software dedicato alla gestione del bilancio famigliare. Poi è stata la volta di Quicken, un programma con funzioni analoghe specializzato nel portafoglio titoli. Dal 2000, tuttavia, la versione italiana di queste applicazioni non viene più aggiornata a causa della scarsa risposta dei risparmiatori. In Italia, infatti, i software per la gestione della finanza personale non hanno mai funzionato.

C'è però chi non si perde d'animo e ha lanciato da pochi mesi un nuovo software che ambisce a diventare nel campo della finanza personale quello che oggi l'iPod è diventato per la musica, Skype per le conversazioni Voip e YouTube per i video online.  Ne è convinto l'ideatore, Paolo Seletti, che vanta un passato in quel della Silicon Valley.

Il software è gratuito ed è scaricabile all’indirizzo Internet www.ipase.com (occupa 12,69 megabyte). Ci ho dato un' occhiata e non mi sembra male, sia per la grafica che per l'usabilità.

Per chi è interessato ecco una descrizione più completa su 24 minuti

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24/09/07

Bolle speculative, quando l'algortimo va nel pallone

Emc2 Dacché esiste la finanza esistono anche le bolle speculative. Chi potrebbe dimenticare il grande crollo di Wall Street del ’29 o l’implosione dei titoli Internet nel 2000? L’ultimo comportamento irrazionale degli investitori, nell’ordine, è legato alla crisi dei mutui statunitensi subprime, quelli concessi alle categorie meno abbienti, e al moltiplicarsi di prodotti finanziari derivati a questi agganciati.

Come in passato, anche in questo caso la tecnologia gioca un ruolo determinante. Gli scambi, ormai, avvengono attraverso sofisticati software di negoziazione automatica. La banda larga e l’hi-tech a basso costo consentono, inoltre, ai piccoli trader di colmare il gap tecnologico con i grandi fondi istituzionali. La tecnologia non cammina sola ma va a braccetto con la matematica. Perché oggi sono gli algoritmi creati ad arte da ingegneri finanziari a determinare se un investimento e buono o cattivo. Ma a volte, come ci spiega Nova24 nell'ultimo numero Tecnologia delle Bolle, anche le formule possono andare nel pallone.

Ecco l'articolo che ho scritto in proposito per Nova 24 che analizza, appunto, l'evoluzione tecnologica della finanza ma, allo stesso tempo, i limiti degli algoritmi che governano oggi gran parte degli scambi finanziari.

Quando trent'anni fa ha fatto il suo ingresso nelle stanze delle finanza tutti lo conoscevano come un matematico. Oggi, a 25 miliardi di dollari di distanza e conquistata la fama del più ricco gestore in attività, James Simons è ancora un matematico.
Perché alla base del suo successo c'è un algoritmo, una serie finita di "se" e "ma" applicata alle leggi reali dell'economia. Tuttavia, questa estate, anche Simons, seduto nel suo ufficio nel cuore di Manhattan, ha visto passare un cigno nero. Qualcosa è andato storto in quella formula magica. E il suo fondo, Renaissance Technologies, ha smesso di generare profitti. Peggio è andata ad altri noti rivali a capo di fondi hedge (quelli che gestiscono patrimoni da 500 milioni di euro in su), che ad agosto hanno bruciato, in media, oltre il 20 per cento del portafoglio. E male sono andati anche i mercati azionari, travolti dalla crisi dei mutui subprime e dei prodotti derivati ad essi agganciati.
Trascinati nel ciclone anche i trader che, grazie alla banda larga, alle tecnologie a basso costo e all'espansione dei sistemi informativi operano oggi in un ambiente digitale non dissimile dalle sale operative dei grandi fondi e utilizzano trading system, software sempre più complessi capaci di ripartire il rischio.

Nell'attuale era della finanza quantitativa le tecnologie evolute vanno a braccetto con la matematica. Perché sono gli algoritmi a fare la differenza tra un buon investimento e uno cattivo. Al pari di quanto accade in Rete, nell'arena delle ricerche, dove la differenza tra Google, Yahoo! e Microsoft sta tutta in una formula matematica.

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20/09/07

Prestiti, conviene cedere un quinto della pensione?

Loans In Italia stanno prendendo piede con vigore i prestiti attraverso la cessione del quinto della pensione. L'intermediario concede una somma (non superiore ai 50mila euro nella norma) che il cliente rimborsa automaticamente cedendo fino a quinto dell'importo della propria pensione. Prestiti di durata non superiore a 10 anni, che possono essere erogati anche a soggetti protestati (che rientrano nella banca dati del Crif).

I tassi, quelli non esagerati, oscillano tra l'8 e il 10% per importi eccedenti i 5mila euro (dove l'usura si attesta oltre il 15,24%). Sembrerebbe tutto in regola, se non fosse che nel Taeg applicato (Tasso annuo effettivo globale) le società non includono i costi della polizza obbligatoria da sottoscrivere (attraverso la quale l'intermediario si tutela in caso di decesso del pensionato). Sommando questa voce di spesa al tasso di interesse, il prestito può costare anche il 35% all'anno. Bel oltre i limiti fissati per l'usura.

Per chi è interessato ad approfondire l'argomento, ecco l'approfondimento completo su 24 minuti.

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17/09/07

Mutui ninja, due anni di crisi

Una volta chiare le cause, investitori e risparmiatori sono in cerca di quantificare gli effetti della crisi dei mutui subprime (quanti miliardi andranno persi e per quanto durerà la bufera).

A questo proposito segnalo l'intervista al segretario del Tesoro americano, Henry Paulson, pubblicata oggi a pagina 21 de La Stampa. L'argomento è la crisi di liquidità innescata dai mutui ninja, quelli rivolti alla categoria dei “No Income, No Job or Assets” (in italiano: uno che non ha un lavoro, né un reddito né un patrimonio").

Paulson spiega: "Le difficoltà attuali non sono state causate da problemi dell'economia reale, ma dall'eccesso di prestiti indisciplinati, che sono stati resi possibili proprio dalla grande liquidità e dalla forza dell'economia. Adesso ci vorrà un po' per uscire dalla crisi. Più tempo in certi mercati che in altri. In alcuni mercati del credito stiamo già assistendo a un miglioramento. Invece richiederà più tempo il mercato dei mutui "subprime", che continuerà a languire per 18 o 24 mesi".

Si tratta di una stima importante. Adesso restiamo in attesa di altri numeri e previsioni (le banche stanno comunicando le ripettive esposizioni via via con le trimestrali). Invito pertanto i lettori/risparmiatori di questo blog a segnalare spunti e articoli in modo tale da tracciare un quadro chiaro e completo della crisi.

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11/09/07

Mutui subprime, un po' di luce sulle esposizioni

Subprime2 Intesa Sanpaolo è esposta in prodotti derivati sui mutui subprime per 33 milioni di euro. Lo ha dichiarato oggi l'istituto nel corso della presentazione dei conti del primo semestre. Nell'attesa che vengano schiarite così precise anche dalle altre banche - come è stato espressamente richiesto da Consob e Bankitalia - si tratta di un importante passo avanti affinché il quadro incerto della bolla mondiale subprime sia delineato.

Ieri è stata la volta di Monte Paschi di Siena che ha reso noto che l'esposizione verso le obbligazioni cdo e i mutui subprime è «limitata» a 50 milioni di euro.

Oggi, intanto, l'agenzia di rating Moody's ha pubblicato uno studio in cui si apprende che "le aziende europee che si finanziano con l'emissione di titoli obbligazionari, in particolare quelle che emettono cambiali finanziarie ('commercial paper'), non saranno immuni dall'impatto derivante dalla crisi dei mutui Usa subprime, che a livello globale potrà avere effetti diversi".

Il quadro è un po' più chiaro anche a livello macro. Ieri Ue ed Fmi sono tornati a lanciare l'allarme crescita dopo la crisi dei mutui ad alta tensione. «Taglieremo le stime mondiali», comprese quelle che riguardano l'Europa, ha ribadito il numero uno del Fondo monetario, Rodrigo de Rato, parlando di «situazione seria». E il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, conferma: per Eurolandia - che secondo le ultime stime di Bruxelles dovrebbe crescere del 2,5% il prossimo anno - i rischi di un ribasso nel 2008 «sono effettivamente aumentati».

Passi in avanti ce ne sono, quindi, ma mancano ancora tanti numeri perché sia fatta luce sul fenomeno.

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05/09/07

Le carte revolving sfiorano l'usura

Nel panorama delle offerte di carte revolving l'usura è in agguato.  Da un'analisi dei prospetti informativi di carte di credito rotativo - quelle emesse da banche, assicurazioni, centri commerciali e finanziarie  con un fido tra i 1.500 e i 3.000 euro concesso senza garanzie - emerge che tra le prime dieci finanziarie per quota di mercato, oltre la metà supera il tasso annuale del 20 per cento. Due in particolare, Prestitempo e Finconsumo, praticano - come valori massimi - il 24,63%, esattamente in linea con il limite dell'usura per questo tipo di operazioni fissato trimestralmente da Banca d'Italia.

Per chi vuole approfondire l'argomento (e per leggere alcuni consigli utili) ecco un articolo pubblicato oggi su 24 minuti.

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