Vito Lops -

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dicembre 2007

31/12/07

Le incognite del 2008

Calendario2008 Nel 2007 è tornata la turbolenza sui mercati azionari, con Piazza Affari che ha chiuso in passivo dopo quattro anni di crescita ininterrotta. Come andranno le cose nel 2008? Come è possibile ottenere un rendimento positivo combinando il proprio portafoglio tra le asset class?

Per rispondere, bisogna innanzi tutto

1) determinare il proprio profilo di rischio (prudente, bilanciato o aggressivo) e l'orizzonte temporale dell'investivemento

2) diversificare in ogni caso gli investimenti attraverso panieri (fondi o etf) piuttosto che puntare su singoli prodotti e diversificare anche fra più asset class

In ogni caso, per il buon esito degli investimenti nel 2008 restano da sciogliere alcuni nodi, che sono poi i temi di fondo macroeconomici dei prossimi mesi. Provo a metterne alcuni nel calderone delle incognite per il 2008. Chi ne ha altri è invitato ad aggiungerli:

- quanto rallenterà l'economia Usa a seguito dell'effetto domino ci crisi immobiliare-creditizia?

- la Fed taglierà ancora i tassi? E quanto?

- quanto tassi Usa bassi peseranno sul dollaro (in calo) e sul petrolio (in rialzo)?

- come impatterà la crisi Usa sull'Europa?

- quali mosse prenderà la Bce per contrastare l'inflazione che potrebbe sfondare il tetto del 3%?

- quando si conoscerà con esattezza l'ammontare della crisi dei derivati subprime? (la scorsa settimana Citigroup ha rivisto ancora al rialzo le svalutazioni)

- fino a quando i mercati azionari resteranno volatili?

- telecomunicazioni e tecnologie torneranno a giocare un ruolo importante, a quasi ottono dalla scoppio della bolla della new econonomy?

- Yen e Borsa di Toyko resteranno ancora al palo?

- coninuerà la fame di materie prime dei Paesi emergenti asiatici che sta facendo correre il mercato mondiale delle commodities (l'indice generale si apprezzato del 19% nel 2007)

Attendo altre domande, a cui, insieme, proveremo a dare una risposta nel 2008. Colgo allo stesso tempo l'occasione per ringraziare tutti i lettori di questo blog e augurare loro un fantastico anno nuovo.

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28/12/07

Secondo i risparmiatori italiani il 2008 sarà un anno difficile

Chess I risparmiatori italiani vedono il 2008 come un anno difficile. Secondo la rilevazione di dicembre 2007 dell’indice Soldi Sette, realizzata da Altroconsumo, è scesa, infatti, la fiducia sul futuro dell’economia, L’indice è diminuito da quota 102 a quota 94,2 - tra un minimo di 0, estremo pessimismo, e un massimo di 200 - e per la prima volta dopo più di due anni, il valore si è portato in zona pessimista. Ha probabilmente contribuito a questo risultato il rallentamento dell’economia USA che, verosimilmente, si riperquoterà su quella europea anche se non si tratterà di recessione. In crescita, comunque, rispetto al trimestre scorso, la voglia di investire che passa da quota 110,3 a quota 112,9. In particolare è in salita la voglia di puntare sulle azioni (indice da 101,3 a 101,5).

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23/12/07

Il ciclone subprime ha colpito anche il credito al consumo?

Business_loans_america_2 Se i mutui a tasso variabile hanno risentito dell'effetto della crisi di liquidità lo stesso non può dirsi, invece, per i prestiti personali (finalizzati e non) che fanno parte del variegato universo del credito al consumo. Da inizio anno, infatti, gli interessi applicati sui prestiti personali sono aumentati in media dello 0,4 per cento. Il che significa che, chiedere un finanziamento di 20mila euro, oggi costa da 30 a 60 euro in più all’anno rispetto a inizio 2007, a seconda della durata scelta per il rimborso.

Un dato, tuttavia, inferiore all’aumento registrato nello stesso periodo dal costo del denaro (lo 0,90% prendendo come riferimento il valore dell’Euribor a 1 mese, il costo dei finanziamenti interbancari, fissato venerdì 21 dicembre al 4,523% contro il 3,62% di inizio gennaio).

Numeri da cui si evince, quindi, che il credito al consumo, a differenza del mondo dei mutui, non è stato colpito, o lo è stato solo in parte, dall’effetto subprime, ovvero dalla contrazione del credito a livello internazionale innescata dal fallimento dei prodotti derivati agganciati ai mutui Usa ad alto rischio.

«Se i prezzi (i tassi di interesse, ndr) aumentano meno del costo di produzione (costo del denaro, ndr) significa che sta crescendo la concorrenza nel settore», spiega Umberto Filotto, segretario genarale di Assofin, l’associazione di finanziarie che rappresentano l’85% del mercato del credito al consumo. Un altro dato che allontana l’ipotesi subprime dal credito al consumo in Italia è quello relativo alle insolvenze (almeno sei rate scadute e non pagate) che secondo il sistema di informazioni creditizie Crif, si attestavano a giugno 2007 al 3,2% del totale del monte prestiti, il minimo negli ultimi sette anni. Anche se per una stima più efficace bisognerà attendere i dati di fine anno.
Ulteriori approfondimenti su 24 minuti.
(Radiocor-24 minuti)

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20/12/07

Mutui, un fondo per i subprime italiani

Soldhome_2 Secondo le associazioni dei consumatori sono 3,2 milioni le famiglie italiane a potenziale rischio di insolvenza, causa le recenti bizze dell'Euribor (oggi il base 360 a 1 mese è fissato al 4,564%, quello a tre mesi al 4,812%).

Secondo il XXV Rapporto Bnl/Einaudi diffuso oggi è sufficiente un nuovo ritocco dei tassi di interesse della Banca centrale europea nel 2008 per mettere in ginocchio un quarto delle famiglie.

Numeri che evidenziano che anche in Italia esiste un pericolo subprime. Non si tratta di gente che rischia di perdere il lavoro (le banche diffidano dal concedere mutui agli atipici e a chi non ha un reddito stabile a differenza di quanto è accaduto negli Usa). Ma di mutuatari che hanno sottoscritto un variabile molto basso due-tre anni fa (intorno al 2-3%) perché questa era l'unica condizione per accedere al finanziamento.

Questa fascia di popolazione oggi sconta l'effetto combinato dell'aumento dei tassi Bce, dell'allontanamento anomalo dell'Euribor rispetto ai tassi di riferimento europei per via della crisi di fiducia fra le banche che si prestano soldi sempre più a fatica.

Sta di fatto che si tratta di famiglie che sono sull'orlo del mancato rimborso delle rate e che vivono quindi lo spettro del pignoramento dell'immobile.

La Finanziara 2008 - approvata lunedì dalla Camera e in dirittura d'arrivo al Senato (il voto finale potrebbe arrivare domani 21 dicembre) - è intervenuta per dare una mano a questa categoria. Come? Stanziando un fondo di 10 milioni di euro per il 2008 e altri 10 milioni per il 2009 che si accolla le spese del mancato rimborso delle rate dei soggetti che dimostrano di essere in difficoltà con il pagamento. Questi, una volta palesata la condizione di difficoltà (che non dovrebbe essere difficile da quantificare visto che le banche hanno in mano l'istruttoria e conoscono la loro situazione), possono chiedere la sospensione del pagamento per un periodo che non può eccedere i 18 mesi, fino a un massimo di due volte.

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18/12/07

Quanto costa divorziare?

Sarkozy_cecilia Chissà quanto avrà speso il presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, lo scorso ottobre quando ha divorziato dall'ex moglie Cecilia. Se fosse successo in Italia il costo avrebbe probabilmente superato i 10mila euro.

E' bene sapere, infatti,  che secondo i tariffari base le spese per una separazione (che dopo tre anni può trasformarsi in rottura definitiva del vincolo matrimoniale attraverso lo scioglimento del matrimonio) oscillano da un minimo di 800 (consensuale con un'udienza) a un massimo di 9.790 euro (giudiziale con 4-5 udienze). Una spesa che lievita ulteriormente quando, trascorsi almeno tre anni, una coppia procede alla rottura definitiva del vincolo matrimoniale attraverso il divorzio (introdotto in Italia con la legge numero 898 del 1970).

Si tratta, ovviamente, di tariffe puramente indicative che tengono conto degli esborsi sicuri (diritti di avvocato e spese generali su onorari e diritti) ma che possono spingersi all’insù da caso a caso in funzione di numerose variabili, come il grado di giudizio (le cause davanti alla Corte d’appello o alla Cassazione costano più di quelle in primo grado), il numero di udienze al quale partecipa il legale, l’eventuale trattazione della questione dell’affidamento dei figli, il valore dei beni oggetto di trasferimento (per il cui atto oggi non più obbligatorio ricorrere al notaio), etc.

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17/12/07

Mutui, agli italiani piace il fisso

Nel secondo semestre del 2007 i mutui a tasso fisso continuano a conquistare terreno tra gli italiani. Scossi dall'andamento schizofrenico dell'Euribor e dal rincaro dei finanziamenti a tasso variabile in corso, la maggior parte degli italiani che si accingono a chiedere un prestito ipotecario sposano la soluzione a tasso fisso. Secondo le ultime rilevazioni dell'Osservatorio MutuiOnline.it, il 76,3% delle richieste di nuovi mutui è stata effettuata a tasso fisso. Mentre quelle a tasso variabile sono scese dal 26,8% del primo semestre all'attuale 21,4 per cento.

Ecco le migliori offerte in questo momento:

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14/12/07

Rc auto, premi più cari

Carkeys Uno dei motivi per cui è stato introdotto in Italia l'indennizzo diretto - provvedimento che stabilisce che spetta all'assicurazione del danneggiato effettuare il risarcimento per un incidente automobilistico e non più all’assicurazione di chi lo ha causato – era quello di ridurre i costi dell'assicurazione obbligatoria Rc auto. Il secondo intento del legislatore (in questo caso il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani) era accorciare i tempi delle pratiche. A distanza di dieci mesi dall'entrata in vigore della riforma il bilancio è netto: fra i due obiettivi è stato centrato solo il secondo.

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11/12/07

Mutui: surrogare, sostituire o rinegoziare?

Rinegoziazione C'è un po' di confusione sia lato mutuatari che sportellisti bancari quando è in ballo la questione di migliorare le condizioni di un mutuo in corso. I termini, infatti, non aiutano a capire bene quelle che sono, difatti, le possibilità e le opportunità per agevolare un po' la rata.

Il cambio-mutuo è diventato una necessità per molti italiani. In particolare per coloro che hanno contratto un prestito a tasso variabile prima del 2005 e che oggi sono costretti a combattere l'effetto combinato di:

- aumento del 2% del saggio di sconto operato dalla Bce dal dicembre del 2005 a giugno 2007

- euribor a 1 e 3 mesi ormai vicini al 5%, un divario di quasi un punto percentuale rispetto ai tassi ufficiali principalmente dovuto alla crisi del credito e al sospetto che fra le banche ci si prestano soldi qualcuna dichiari d'improvviso un buco a causa della mina dei derivati subprime.

Fatto sta che è in atto la rivincita di molti mutuatari per strappare condizioni più favorevoli rispetto a quelle sottoscritte qualche tempo fa quando sembrava tutto rose e fiori.

Sono tre, in sostanza, le vie praticabili:  surrogazione, sostituzione e rinegoziazione. Nei primi due casi si cambia banca. Nel terzo, invece, si resta debitori verso lo stesso istituto. Ecco le caratteristiche e le differenze.

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07/12/07

Bot o conti correnti?

Depositaccount I conti correnti online perdono il confronto con i Bot, i Buoni ordinari del Tesoro, se non limitatamente ad alcuni periodi promozionali.  E' quanto emerge dal confronto fra i rendimenti dei conti bancari con il 3,5% medio netto garantito oggi dai titoli di Stato a breve scadenza (3-6-12 mesi).

Fra questi, sono inclusi i cosiddetti conti di deposito (Arancio, Ing, IwPower deposito, Santander), ovvero quelli dove è possibile parcheggiare la liquidità (in cambio di un alto tasso di interesse) ma privi di operatività bancaria (è necessario infatti appoggiarsi a un conto corrente per compiere le operazioni tradizionali come bonifici, versamenti, prelievi, assegni, estratto conto, etc. )

La tabella in basso evidenzia che nessuno supera (a regime) il rendimento netto di un Bot. Il sorpasso avviene solo in alcuni casi per periodi promozionali (è pertanto attribuibile a logiche di marketing volte a conquistare nuovi clienti). Il divario con i titoli di Stato a breve scadenza è dettato anche dalla differente imposizione fiscale: 12,5% per i Bot, 27% per i conti correnti.

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