Vito Lops -

Prima pagina

23/07/08

Borsa, tris di azioni per l'estate

Trisassi Eni, Enel, Impregilo. Nei prossimi mesi questi tre titoli dovrebbero regalare soddisfazioni agli azionisti. Parola degli esperti che ogni giorno collaborano con la rubrica “Sorvegliati speciali” di Radiocor-24 Minuti. Dal sondaggio - condotto nell’ultimo mese su un gruppo di 25 gestori per un totale di 75 indicazioni - emergono pareri favorevoli anche su A2A, Autogrill e Luxottica e Prysmian.

I settori preferiti. Tra i comparti, quello energetico resta al primo posto con oltre il 23% delle preferenze. Medaglia d’argento per il segmento industria e auto (20,5%) che scalza quelloi finanziario, scivolato al terzo gradino del podio (19%). In forte recupero il settore moda e lusso che, assieme a quello immobiliare, ha ricevuto il 10% del totale delle segnalazioni d’acquisto.

Le azioni da tenere d’occhio. Eni si conferma al primo posto della classifica dei gestori (va a questo proposito sottolineato che negli ultimi 30 giorni di scambi il titolo si è deprezzato del 18% a Piazza Affari e del 13% da inizio anno). Per Gianluca Gabrielli, direttore investimenti di Soprarno sgr «l’eventuale impatto della “Robin Hood tax” dovrebbe essere limitato. La recente correzione può essere un’occasione d’acquisto». Anche per Enel (-19% nell’ultimo mese, -30% da gennaio), secondo il team di gestione di Optima sgr lo scenario dovrebbe migliorare dato che «il pesante indebitamento derivante dall’operazione Endesa dovrebbe ridursi a breve con un’operazione di dismissione». Quanto a Impregilo, Pierre Lamborav, senior asset manager di Dexia am, indica che «il calo nell’ultimo periodo (-29% in sette mesi, ndr) offre un’opportunità d’acquisto. Trarrà, inoltre, beneficio dal nuovo piano sulle infrastrutture».

Le sorprese. Piacciono anche A2A e Autogrill. La prima è considerata uno dei titoli più difensivi nell’attuale fase di incertezza dei mercati (Piazza Affari ha perso il 27% nel 2008). La seconda, a parere di Tommaso Federici, gestore di banca Ifigest, potrebbe superare il momento di difficoltà (-54% da luglio 2007): «I risultati del secondo quarto hanno tolto molta dell’incertezza riguardo alle dinamiche di fatturato e d’indebitamento».

Radiocor - 24 Minuti

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22/07/08

Mutui, gli importi ottenibili per fasce di reddito

Casamutuo_2 Si indebolisce il potere contrattuale delle famiglie alle prese con la richiesta di un mutuo. L’aumento dei tassi medi (sia fissi sia variabili) applicati sui prestiti per l’acquisto della casa – balzati a giugno al 5,85% secondo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sui massimi dall’agosto 2002 – si traduce, a parità di reddito (e quindi di potere contrattuale) in una diminuzione dell’importo finanziabile.

Così, se nel novembre del 2005 con 600 euro al mese era possibile richiedere un prestito a 20 anni di 105mila euro e a 30 di 133mila, oggi non si spunta, a regola d’arte, una somma superiore a 84.800 euro (20 anni) e 101.800 (30 anni). In sostanza, gli ultimi scossoni sul fronte del credito hanno determinato una perdita del potere negoziale per una persona che vuole chiedere un mutuo con un reddito medio (circa 1.800 euro netti al mese) tra i 20 e i 30mila euro, di circa il 25 per cento. Non stupisce, allora, che nel primo semestre del 2008 l’importo medio delle erogazioni - secondo le rilevazioni dell’Osservatorio MutuiOnline.it - è sceso a 124mila euro rispetto ai 131mila di fine 2007. Mentre la domanda di mutui - in base al rapporto Afo financial outlook presentato oggi dall’Abi - dovrebbe rallentare nel 2008 e crescere del 4,9% a fronte del +8,7% del 2007.

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21/07/08

I fondi a ritorno assoluto che vincono la crisi

Rivalutare il portafoglio anche durante le fasi di turbolenza dei mercati. Una strategia oggi possibile attraverso il ricorso a fondi di investimento a ritorno assoluto. Si tratta di prodotti che, a differenza degli altri fondi comuni di investimento, non sono necessariamente vincolati a un indice di riferimento e offrono più libertà di manovra ai gestori per orientarsi tra i vari mercati (azionario, obbligazionario, valutario, derivati, etc.). In questo modo, si possono ottenere risultati positivi costanti nel tempo, durante qualsiasi ondata finanziaria, sia nei rialzi che nei ribassi.

Alti e bassi. Non è un caso, quindi, se da inizio anno vi sono fondi - tra i 170 distribuiti in Italia appartenenti alla categoria absolute return della società di analisi Morningstar - che viaggiano in terreno positivo con guadagni fino al 10 per cento (vedere tabella in pagina). Il dato fa ancora più effetto se si considera che tutti i comparti da inizio anno sono in rosso: le Borse europee hanno bruciato il 27% della capitalizzazione, il Dow Jones americano il 20% e l’indice obbligazionario mondiale Jp morgan il 3% (performance che comprende anche i rendimenti reinvestiti). Allo stesso tempo, però, avere più margini di movimento non significa che automaticamente sia semplice respingere le tempeste dei mercati. In classifica ci sono, infatti, anche fondi a ritorno assoluto che hanno perso da gennaio oltre il 20 per cento. In ogni caso, si tratta di ribassi inferiori all’andamento dei mercati azionari del Vecchio continente.

La strategia vincente. Tra alti e bassi, quale è la strategia vincente per viaggiare in controtendenza rispetto alla debolezza dei mercati finanziari? «Usiamo un metodo quantitativo per selezionare i titoli nel paniere - spiega Davide Pasquali, gestore del fondo Market neutral di Pharus sicav, il primo nella classifica Morningstar con un rendimento da inizio anno del 9,74% -. Abbiamo impostato una quindicina di algoritmi che si basano su vari parametri, dall’analisi fondamentale all’analisi tecnica. Applichiamo questo modello su un panel di 500 titoli europei. Tra questi, gli algoritmi estrapolano quelli che corrispondono alle caratteristiche impostate - prosegue -. Otteniamo quindi una scrematura di 200 titoli. Dopodiché facciamo una classifica e ne prendiamo i migliori 60 che vengono inseriti nel portafoglio, aggiornato mensilmente». La gestione dinamica e flessibile permette anche di investire con una strategia ribassista. «Investiamo anche al ribasso puntando sull’indice Short Dj Eurostoxx 50 - conclude Pasquali -. In questo modo riusciamo a equipesare il portafoglio tra gli alti e i bassi dei mercati».

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14/07/08

Portabilità dei mutui, occhio alle assicurazioni

La portabilità dei mutui da un istituto all'altro è gratuita. Lo prevede la legge Bersani bis (numero 40 del 2007) quando indica che "è nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l'esercizio della facoltà di surrogazione".

L'unico costo a carico del mutuatario può consistere nell'autentica della scrittura privata. La legge, infatti, precisa che "l’annotamento della surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell’atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata".

Gli istituti di credito, tuttavia, in alcuni casi tendono a inserire nel pacchetto-surroga altre spese, per via indiretta. La pratica più diffusa - secondo alcune segnalazioni giunte alla redazione di 24 Minuti - è quella di agganciare alla surroga contratti di assicurazione. Una lettrice, ad esempio, che Bpm (l'istituto con cui farà la surroga) per tutti i mutui richiede l'assicurazione obbligatoria sulla vita, pari allo 0,16% del debito residuo. Tuttavia, le norme sulla portabilità dei mutui non prevedono alcun obbligo di sottoscrivere un contratto di assicurazione in caso di surroga.

Per questo motivo, e per fare chiarezza sui comportamenti degli istituti di credito, invito i lettori di questo blog che sono alle prese con un cambio-muto a fornire testimonianza (positiva o negativa che sia) sulle modalità con cui l'istituto ha operato la surroga/sostituzione/rinegoziazione del mutuo.

L'obiettivo è creare un database che possa aiutare i lettori/risparmiatori/mutuatari a scegliere l'istituto che realmente applica il principio della portabilità gratuita.

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11/07/08

L'Orso ingrossa le cedole

Bearmarket La bufera dei mercati spinge i prezzi ai minimi, ma rende più ghiotto il quadro dei rendimenti delle società quotate: remunerazioni medie del 5,6% e quattro titoli tra le quaranta big di Piazza Affari che evidenziano rendimenti a doppia cifra. Questo lo scenario offerto dal rapporto prezzi/dividendi, qualora le società dell’S&P/Mib, allo stacco della cedola nella prossima primavera, dovessero anche solo confermare i dividendi distribuiti nel 2008. A guidare la classifica bancari ed editoriali: i primi sono stati i più colpiti dalla fase negativa dei mercati e viaggiano a valori che non si vedevano da 4-5 anni, l’editoria vive una fase difficile e le quotate del settore stanno aggiornando i minimi storici. Il podio delle migliori, con prezzi di Borsa aggiornati alla seduta odierna, è guidato dal 12% di Monte dei Paschi con L’Espresso (11,43%) e Mediaset (10,49%). Remunerazione oltre il 10% anche per Intesa Sanpaolo.

Cifre che offrono opportunità di investimento? «Mentre si aspettano i conti semestrali per avere un quadro più chiaro sull’intero anno – commenta Tito Rainis, strategist opzioni e promotore di Banca Patrimoni del gruppo Banca Sella – gli investitori possono prendere il rischio con acquisti su titoli che danno rendimenti attorno o superiori al 5 per cento».

Ma quest'anno perdite per tutti

Investire su società che pagano alti dividendi può rivelarsi in alcuni casi uno specchio per le allodole. Almeno nel breve periodo. Prendendo in considerazione, infatti, le società quotate a Piazza Affari che nell’ultimo anno hanno distribuito i dividendi più ricchi, la performance totale (comprensiva quindi anche del guadagno/perdita derivante dall’oscillazione del prezzo del titolo) risulta penalizzante. La maglia nera di questa classifica va a Banca Mps che, al netto della cedola del 9,4%, registra un passivo nell’ultimo anno superiore al 50 per cento. Ha deluso anche Unipol che, nonostante una cedola straordinaria pari a un rendimento del 19,4%, è in rosso nel complesso, del 19 per cento. Male anche Mediaset e Mondadori con passivi del 40 per cento.

(a cura di Andrea Fontana e Vito Lops)

Radiocor - 24 Minuti

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09/07/08

Investimenti rifugio tra breve e medio termine

Borse in caduta (Piazza Affari ha perso il 33% nell’ultimo anno nonostante il rimbalzo odierno dell'1%). Tassi in rialzo (giovedì scorso la Banca centrale europea ha alzato il costo del denaro dal 4 al 4,25%). Quale strategia, quindi, è opportuno seguire per chi ha liquidità da investire in questa fase contrastata dei mercati? 24 Minuti ha messo a confronto due prodotti che, uno nel breve e l’altro nel medio periodo, permettono di restare al riparo dalle turbolenze finanziarie. Si tratta dei pronti contro termine (pct) e dei Certificati di credito del Tesoro (CcT).
Pronti contro termine. Con queste operazioni le banche vendono dei titoli agli investitori in cambio di contanti e si impegnano a riacquistare gli stessi titoli a un prezzo e una data predeterminati. Tali contratti hanno breve durata (variano da 1 a 12 mesi) e offrono la possibilità agli istituti di credito di finanziarsi a costi inferiori rispetto al mercato interbancario e agli investitori di conoscere in anticipo il rendimento. Allo stesso tempo, la breve durata dell’investimento consente di proteggersi dai rialzi dei tassi che penalizzano i titoli a cedola fissa. Dopo l’ultima stretta della Bce, infatti, molti istituti hanno incrementato le remunerazioni che, in media (al netto della ritenuta fiscale del 12,5%), si attestano tra il 3,5 e il 4% (si veda seconda tabella a destra). Simili ai pct sono i depositi a scadenza, come Iwpower turbo di Iwbank che, per chi mantiene la somma sul conto per sei mesi, paga il 4,25% annuo.
CcT. I pct sono strumenti a breve scadenza, ma non sono liquidi dato che in caso di vendita anticipata si rinuncia al rendimento. Si possono invece cedere in qualsiasi momento i CcT, le obbligazioni a cedola variabile di durata settennale emesse dal Tesoro: uno strumento consigliato nelle fasi rialziste sul fronte tassi, venduto all’asta di fine giugno sulla base di un rendimento netto del 4,35 per cento. Tuttavia, bisogna fare attenzione al prezzo di mercato che può essere più basso rispetto a quello di acquisto e rendere poco conveniente una cessione prima della scadenza. «I CcT sono ancorati ai BoT semestrali che, in questa fase, offrono lo 0,50% in meno rispetto all’indice Euribor a tre mesi a cui sono agganciati molti bond societari - spiega Angelo Drusiani, esperto in gestioni di Banca Albertini Syz -. Per questo motivo soffrono oggi la concorrenza sia dei pronti contro termine che di molti titoli di debito emessi dalle aziende. Un effetto che si nota in particolare sulle lunghe scadenze: i CcT al 2014, ad esempio, quotano 1,5 punti sotto il valore di rimborso».

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07/07/08

Banche, occhio ai tassi dopo il rialzo del costo del denaro

Dal 9 luglio chiedere in prestito denaro costerà di più. A partire da tale data, infatti, sarà operativa la manovra annunciata ieri dalla Banca centrale europea con cui i tassi di riferimento (quelli all’ingrosso, a cui l’istituto di Francoforte presta liquidità alle banche) sono stati alzati dal 4 al 4,25 per cento. Non vi è certezza, ma è probabile che questo rincaro ricadrà anche sui finanziamenti al dettaglio, quelli chiesti da imprese e cittadini alle banche.

Con ogni probabilità, quindi, c’è da aspettarsi che i tassi debitori (quelli pagati dal cliente alla banca) verranno ritoccati all’insù. In questo caso, la prima norma di liberalizzazioni dell’ex ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha stabilito che gli istituti devono comunicare la variazione 30 giorni prima dell’entrata in vigore delle nuove condizioni. A tutela del cliente, che può recedere senza spese entro 60 giorni, è previsto il principio della simmetria dei tassi. In poche parole: se la banca, a seguito di una manovra della Bce, aumenta i tassi debitori sugli impieghi deve aumentare anche quelli creditori sui depositi. Una norma che, a giudizio delle associazioni dei consumatori, finora è stata disattesa comportando un risparmio per gli istituti di credito, in termini di minori interessi pagati da giugno 2006, di 14 miliardi di euro (si veda tabella sopra a destra). Il consiglio per i correntisti? «Dopo l’ultimo rialzo della Bce ci aspettiamo che le banche si adeguino alla norma sulla simmetria - spiega Elio Lannutti, presidente di Adusbef -. Per questo i consumatori devono recarsi allo sportello e chiedere che il tasso sui depositi venga aumentato dello 0,25 per cento».

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03/07/08

Polizze e obbligazioni a rischio

Lo scivolone delle Borse mondiali, che da inizio anno hanno perso il 20% bruciando solo a giugno 3mila miliardi di dollari, ha penalizzato anche i valori di obbligazioni e polizze strutturate. Questi prodotti - conosciuti anche con il nome di index linked perché il loro rendimento è legato all’andamento di un indice sottostante - negli ultimi anni hanno avuto un forte exploit di collocamenti negli sportelli di banche, assicurazioni e poste. Sul tema è intervenuto anche Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) che ieri ha ricordato che «i cda di alcune compagnie di assicurazione non sono stati informati con modalità e termini appropriati dell’andamento di quei prodotti index linked che nell’ultimo anno hanno subito perdite significative per effetto della caduta dei mercati e downgrading degli emittenti dei titoli di riferimento».

I titoli strutturati. I titoli index linked sono di vario tipo. Nella maggior parte dei casi funzionano in un modo simile al seguente: fatto 100 il prezzo di emissione, una quota pari a 87,5 viene investita in obbligazioni che renderanno 100 alla scadenza (rendimento garantito), 3 vanno direttamente al collocatore e 9,5 vengono investiti in un’opzione che consente di ottenere una performance ulteriore (rendimento variabile) al verificarsi di determinate condizioni nell’arco di vita del prodotto (oscilla tra i 5 e i 7 anni). Nel dettaglio, la rivalutazione aggiuntiva è legata (linked) all’andamento di beni sottostanti, in genere uno o più indici (index) azionari.

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01/07/08

Fondi, chi batte la crisi

Perdite fino al 34%, ma anche guadagni del 5 per cento. Nei primi sei mesi del 2008 il divario tra i fondi comuni di investimento distribuiti in Italia è netto. Nella categoria degli azionari nemmeno una gestione è in attivo (il migliore cede il 4,5%). Per trovare il segno positivo bisogna cercare nei panieri più difensivi, come gli obbligazionari o i bilanciati moderati. Tuttavia, anche tra i fondi più prudenti non mancano i ribassi. Ad accentuare le differenze tra le gestioni è l’incertezza dei mercati, sia azionari che obbligazionari. I primi sono in passivo nel 2008 (indice Msci europe -18%), i secondi (indice Jp emu -0,17%) sono influenzati da forze contrapposte. Da un lato il balzo dell’inflazione e uno scenario rialzista dei tassi spingono in giù i prezzi delle obbligazioni; dall’altro, il rosso delle Borse e la fuga verso i bond li risollevano.
Fondi azionari. In questo quadro i più penalizzati sono i fondi azionari. Vi sono poi alcuni, come l’Italian equitiy di Nextam (-34%) o l’omologo di Banca lombarda (-27%), che hanno fatto peggio di Piazza Affari (-25%) negli ultimi sei mesi. Hanno limitato i danni, invece, i fondi Ducato geo di Mps con perdite intorno al 5 per cento.
Fondi difensivi. Tra i difensivi solo otto obbligazionari (categoria Europa) sono in leggero attivo (fino al 2,73% del fondo Eurobond di Schroders sicav). Nella stessa categoria si registrano ribassi anche del 10% (fondo Europe bond di Jp morgan). Quanto ai monetari (orientati più nel breve periodo rispetto agli obbligazionari) il migliore è Wf portable di Axa (+5,23%). Ma anche in questa categoria, pur non essendo esposta alla volatilità delle azioni, c’è chi ha accusato perdite a doppia cifra. È il caso dei fondi Dynamic di Parvest Bnp Paribas, pesati in Abs (Asset backed securities), le bistrattate cartolarizzazioni sui mutui.

Radiocor - 24 Minuti

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30/06/08

Mutui, il conto (salato) da inizio anno

Rate più care. La crisi subprime ha stretto in una morsa chi è alle prese con un finanziamento, costretto a sopportare i recenti svarioni verso l’alto dei tassi di interesse. Secondo l’ultimo bollettino di Bankitalia, a maggio i tassi applicati dalle banche sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono balzati dal 5,66% al 5,75 per cento. Si tratta del livello massimo da cinque anni. Questo significa che, in media, in un solo mese le rate di un mutuo di 150mila da rimborsare in 20 anni sono aumentate di 8 euro, circa 100 euro in più all’anno.

Il bilancio peggiora se il conteggio parte da gennaio quando l’Euribor - l’indice a cui sono ancorati i mutui a tasso variabile - viaggiava al 4,239% (nel riferimento a 1 mese) e al 4,665% (nel riferimento a 3 mesi). Nel frattempo, nuove svalutazioni dei crediti bancari, unite a uno scenario inflativo d’allerta (a maggio il costo della vita è lievitato al 3,7% in Europa) e alle preoccupazioni della Banca centrale europea (pronta a ritoccare a luglio il costo del denaro al 4,25%) hanno portato all’insù l’Euribor. L’indice trimestrale (a cui è agganciato circa un terzo dei mutui a tasso variabile) oscilla oggi intorno al 5%, quello mensile (che riguarda quasi i due terzi) intorno al 4,5 per cento. Tradotto in rate, gli importi mensili da versare, sempre nell’ipotesi di un prestito di 150mila euro, sono aumentati da inizio anno tra i 18 e i 35 euro, per un rincaro annuo tra i 220 e i 285 euro.

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27/06/08

Più crediti e meno mutui

Cresce, ma a tassi inferiori rispetto agli ultimi anni, il mercato del credito alle famiglie. Tra i finanziamenti, il comparto più vivace è quello del credito al consumo che ha registrato nel 2007 un incremento del 11,3 per cento. Soffre, invece, il mercato dei mutui che ha visto un lieve calo delle erogazioni a fronte, però, di un aumento delle consistenze dell’8,7% rispetto al 2006. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia che ha presentato oggi i dati della ventiquattresima indagine, aggiornati a fine 2007.
Credito al consumo. I numeri indicano che è in corso una progressiva ricomposizione del mix di prodotti offerti dalle istituzioni finanziarie specializzate a favore delle forme di credito erogato direttamente al cliente finale, senza l’intermediazione del punto vendita. Complessivamente, i finanziamenti diretti (cioè i prestiti non finalizzati, i finanziamenti via carte revolving e i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio) rappresentano oltre la metà del nuovo credito erogato (53%). Sul fronte del credito finalizzato, il settore dei finanziamenti dedicati ad acquisti nel comparto della mobilità risulta ancora quello più consistente con il 38% del totale delle erogazioni. Tornano a ridursi (-1,5% nel 2007 dopo la ripresa dell’anno precedente), invece, i volumi degli altri finanziamenti finalizzati che rappresentano una quota pari al 9,5% del totale erogato. In particolare calano del -3,6% nel 2007 i crediti erogati per gli acquisti di arredo, del -7,6% quelli per elettronica ed elettrodomestici, mentre crescono del +6,1% i finanziamenti per altri beni e servizi (viaggi, spese mediche, palestre, ecc.).
Mutui. La debolezza del ciclo immobiliare ha causato un rallentamento delle erogazioni di mutui. Le condizioni di incertezza hanno accelerato una ricomposizione verso i mutui a tasso fisso. L’indagine evidenzia, inoltre, che è continuato il trend di crescita del tasso di indebitamento, che nel 2007 in Italia si è attestato al 50 per canto. Tale soglia rimane tuttavia molto al di sotto di quello dei principali paesi europei (che si attesta nel 2007 al 74,3% in Francia, circa al 100% in Germania, al 133,5% in Spagna ed al 169% nel Regno Unito).
Previsioni. Nel biennio 2009-2010 il credito al consumo resterà la componente più dinamica, con ritmi di crescita pari rispettivamente all’8,2% e al 9,6%, a fronte del 7,2% stimato per la fine del 2008. Alla fine del 2008 la crescita dello stock di mutui immobiliari alle famiglie dovrebbe invece attestarsi al 2,5 per cento.

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26/06/08

Borse, sei mesi da dimenticare

Sei mesi da dimenticare. Il bilancio di Piazza Affari nella prima metà del 2008 è negativo, con l’indice generale che ha perso il 22,48 per cento. I titoli quotati sul listino milanese hanno fatto peggio delle vicine Borse europee che, a loro volta, non sfoggiano dati incoraggianti. Parigi, Francoforte e Madrid sono allineate, infatti, con un ribasso tra il 18 e il 20% da inizio anno. Meno pesante il passivo di Londra (-12%). Oltreoceano, il rosso archiviato da Wall Street negli ultimi due trimestri ammonta al 10%, pari a quanto ha perso l’indice Nikkey dei titoli guida scambiati a Tokyo. A conti fatti, quindi, solo Shanghai (-48%) ha fatto peggio di Milano considerando i principali mercati mondiali.

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25/06/08

Assicurazioni, ecco le polizze variabili

Le polizze vita si rinnovano dopo il calo della raccolta registrato in Italia nel primo trimestre del 2008 (-24%). Nel nostro Paese, infatti, stanno prendendo piede le polizze a rendita variabile, conosciute negli Usa - dove sono presenti da oltre dieci anni - con il nome di variable annuity. Si tratta di prodotti che abbinano un rendimento sicuro alla possibilità di sfruttare i rialzi delle Borse attraverso l’investimento dei premi versati in fondi interni delle compagnie assicurative, sbilanciati, in percentuali diverse, nei mercati azionari. Offrono la possibilità di scegliere, inoltre, l’erogazione della prestazione sia in forma capitale che come rendita, abbinando il contratto a coperture assicurative (caso morte, etc.). Bisogna, però, fare attenzione ai costi che, in alcuni casi, possono superare anche il 10% annuo.

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23/06/08

Ecco le azioni cassaforte

Per resistere alla crisi dei mercati azionari (Piazza Affari ha ceduto il 21% da inizio anno) i gestori consigliano di puntare su titoli difensivi come Enel, Atlantia e Finmeccanica. Con l’aggiunta, nonostante la crisi del comparto bancario, di UniCredit. È quanto emerge dalle segnalazioni dell’ultimo mese degli esperti che ogni giorno collaborano con la rubrica “Sorvegliati speciali” di Radiocor-24 Minuti. Nell’attesa, intanto, che venga fatta chiarezza sull’inchiesta condotta dall’Fbi sulle frodi legate ai mutui americani a rischio, che ha portato, venerdì scorso, all’arresto di altre 60 persone (da marzo 280 sono finite complessivamente in manette). C’è il timore, infatti, che la vicenda potrebbe avere nuovi sviluppi o ripercussioni sull’andamento delle Borse.

I settori preferiti. Rispetto al mese precedente, il sondaggio - condotto fra un panel 25 gestori per un totale di 75 preferenze - rilancia al primo posto il settore energetico che ha raccolto oltre il 30% delle segnalazioni d’acquisto. Il comparto finanziario, complice anche un forte appiattimento delle quotazioni nell’ultimo anno a seguito dello scoppio della bolla dei derivati subprime, ha ricevuto il 22% dei consensi. Oltre alla già citata UniCredit i gestori sono ottimisti su Ubi banca e Generali. Sale sul podio il segmento industria e auto, trainato da Fiat e Brembo.

Le novità. Tra i singoli titoli, svettano in classifica due nuovi arrivi: Atlantia (in rosso del 18% nel 2008) e Finmeccanica (-22%). La prima - secondo Roberto Ruggiero e Giulio Zaccagnini, gestori di Banca Arner, ha margini di apprezzamento in virtù «dell’approvazione della convenzione unica in merito al nuovo calcolo delle tariffe». Quanto al gruppo aerospaziale guidato da Pier Francesco Guarguaglini, a parere di Stefano Guaita, responsabile ufficio advisory di Banca Profilo, trarrà beneficio «dal portafoglio ordini attuale e dagli ulteriori potenziali ordini».

Radiocor - 24 Minuti

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20/06/08

Vita (serena) in condominio

Vivere in condominio, istruzioni per l’uso. Dal regolamento all’assemblea, dalla gestione di contabilità alle spese: tutti i diritti e i doveri dei condomini e dell’amministratore sono illustrati nella guida informativa “Vivere in condominio” realizzata dal Consiglio nazionale del Notariato insieme all’Anaci, l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, presentata ieri. Un vademecum di 19 pagine contenente le regole base dei rapporti fra condomini. Gli articoli su cui si basa il testo sono quelli compresi tra il numero 1117 e il 1139 del Codice civile.

Dove trovare la guida. La guida sarà disponibile gratuitamente presso gli studi notarili fino ad esaurimento. Per tutti i cittadini è già disponibile sul sito internet del Consiglio nazionale del Notariato (www.notariato.it) e sul sito Anaci (www.anaci.it).

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19/06/08

Borsa, Cina in alta marea

Shanghai_stocks Con il rimbalzo di ieri del 5,24%, la Borsa di Shanghai ha interrotto la scia di dieci sedute al ribasso consecutive ed è risalita oltre la soglia dei 3.000 punti, considerata dagli investitori la bussola per orientare l’andamento del mercato azionario cinese nei prossimi mesi. Un ulteriore allungo oltre questa barriera potrebbe determinare un forte rialzo del listino; viceversa un nuovo scivolone potrebbe allargare la voragine in cui la Borsa cinese è precipitata lo scorso ottobre, da quando ha dimezzato il suo valore. Il rimbalzo, però, ha avuto vita breve. Perché questa mattina il listino di Shanghai è scivolato pesantemente (-6,53%), rompendo l'argine psicologico dei 3.000 punti e scivolando a quota 2.883. Che fare quindi?

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18/06/08

Termometro misura debiti

Valutare fino a che punto è possibile indebitarsi senza correre rischi. In modo tale da individuare l’importo massimo della rata sostenibile prima di chiedere un prestito. È questo l’obiettivo che si pone Monitorata, uno strumento di calcolo lanciato questa mattina da Assofin, l’Associazione italiana che rappresenta l’85% del credito al consumo e il 60% di quello dei mutui erogati alle famiglie. Mercati in crescita in Italia, anche se con numeri limitati rispetto all’estero.

Come funziona. Il servizio - realizzato in collaborazione con il dottorato di ricerca in Economia e finanza dell’Università di Roma Tor Vergata, disponibile online al sito www.monitorata.it - è gratuito, anonimo, non richiede un’iscrizione e non è legato a offerte commerciali. Il percorso è diviso in due parti. Nella prima, l’utente deve indicare alcuni dati (lo stipendio, l’affitto o il mutuo che paga, quanto spende per gli alimentari, etc.) inserendo l’importo della rata mensile di cui intende valutare la sostenibilità e rispondendo a 15 domande. Dalla differenza tra le entrate e le uscite viene calcolato se resta un importo sufficiente per consentire di pagare con tranquillità la rata del finanziamento che l’utente sta valutando di chiedere. La seconda parte fornisce una valutazione della situazione economico-finanziaria e una stima di quali situazioni sono più a rischio di altre.

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16/06/08

Obbligazioni ai raggi X

Il probabile rialzo dei tassi di interesse a luglio ha messo le ali ai rendimenti dei titoli obbligazionari che hanno toccato nuovi massimi nelle aste di questa settimana. I BTp a 5 anni sono balzati al 5%, quelli a 15 anni al 5,34% mentre i BoT annuali hanno toccato il nuovo massimo dal dicembre 2000 al 4,58%. In rialzo anche i rendimenti delle obbligazioni societarie, in ragione della crisi del credito che ha fatto lievitare i premi sul maggiore rischio di questi titoli. Lo prova la cedola dell’8,047% del bond collocato ieri da Intesa Sanpaolo. Ecco i consigli per scegliere.

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12/06/08

Subprime, la crisi non è finita

Subprimecrisi La banca americana Merrill Lynch ha annunciato questa notte che sta valutando di vendere la quota detenuta nel network televisivo Bloomberg per raccogliere capitali freschi. Solo pochi giorni fa un altro gigante del credito a stelle e strisce, Lehman brothers, ha dato l’ok a un maxi aumento di capitale di 6 miliardi di dollari e ha venduto asset per 130 miliardi. Inoltre, da lunedì prossimo, la divisione italiana di Macquarie bank ha bloccato l’erogazione di nuovi mutui a seguito dell’aumento dei costi di raccolta fondi, conseguenti al deterioramento del mercato internazionale del credito. Il tutto, mentre nell’ultimo mese i primi dieci istituti di credito al mondo per capitalizzazione (fra Usa ed Europa) hanno bruciato, in media, il 30% del valore borsistico.

Il flusso di notizie che arriva quasi quotidianamente dal fronte bancario indica, quindi, che la crisi dei mutui subprime (ad alto rischio), scoppiata lo scorso agosto negli Stati Uniti e poi dilagata in Europa e Asia, non è ancora finita (da allora l’indice di settore Msci calcolato in euro ha perso il 37% contro il -19% dell’azionario mondiale generale).

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11/06/08

Mutui, quando rimborsare il capitale in anticipo

La crisi internazionale del credito pesa sul fronte mutui: secondo l’ultimo bollettino della Banca d’Italia il tasso medio applicato sui prestiti ipotecari oltre i cinque anni è cresciuto ad aprile dal 5,67% al 5,73 per cento. Il che, tradotto in un piano di ammortamento, significa rate più pesanti o durate più lunghe. Per reagire a questa fase di incertezza i mutuatari che hanno un gruzzolo da parte hanno a disposizione l’arma del rimborso, anche parziale, del capitale residuo. Una possibilità oggi più conveniente dato che dallo scorso anno le penali applicate dagli istituti sull’importo versato per estinguere o rimborsare in anticipo una parte del debito residuo sono state annullate o ridotte.

Quando i ritocchi convengono. Prima di intervenire in corsa sul mutuo con dei versamenti aggiuntivi è bene, tuttavia, calcolarne la reale convenienza. «I risparmi maggiori si ottengono quando il rimborso avviene nei primi anni di vita del mutuo - spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it -. Perché in questa fase il peso della quota interessi sulla rata è maggiore di quello della quota capitale». In Italia, infatti, la maggioranza degli istituti di credito utilizzano come base di calcolo per i pagamenti il piano di ammortamento alla francese, dove la rata è costante ma varia la composizione interna della quota di interessi (nelle fasi iniziali può superare anche il 70% della rata) e di quella relativa all’effettiva restituzione del capitale (cresce con il passare degli anni).

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10/06/08

Bonifici, assegni e investimenti: le nuove regole dal 30 giugno

Il prossimo 30 giugno è un giorno da ricordare per correntisti e investitori. A partire da questa data, infatti, sarà obbligatorio inserire il nuovo codice Iban (composto da 27 cifre) per effettuare un bonifico mentre il 30 giugno è anche il termine ultimo per compilare un questionario/intervista per poter continuare ad acquistare prodotti finanziari usufruendo del servizio di consulenza/collocamento dell’istituto. Inoltre, è bene ricordare che da fine mese l’attività di consulenza in materia di investimenti potrà essere svolta solo da intermediari abilitati e quindi dalle nascenti sim (società di intermediazione mobiliare) di consulenza.
Sono queste alcune delle novità introdotte dal mercato unico dei pagamenti Sepa (Single euro payments area) e dalla direttiva europea su intermediari e mercati finanziari Mifid (Markets in financial instruments directive). Fermo restando che, in tema di cambiamenti nel rapporto tra banca e cliente, va ricordato anche che dallo scorso 30 aprile è stato riformato il sistema di pagamento con assegni: da allora gli istituti di credito sono, infatti, tenuti a rilasciare assegni bancari e circolari muniti della clausola “non trasferibile”. Per tutti i libretti richiesti in forma libera il cliente è tenuto a pagare l’importo di 1,50 euro ad assegno a titolo di imposta di bollo. Ecco, in dettaglio, i nuovi adempimenti.

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09/06/08

Obbligazioni, contro l'inflazione meglio i CcT

Inflationprice In una fase di incertezza come quella attuale (inflazione ai massimi dal 1996 e tassi di interesse proiettati al rialzo) il parere degli esperti è unanime: il tasso variabile offre una protezione più ampia del tasso fisso. È preferibile, pertanto, puntare su CcT (titoli a 7 anni indicizzati ai Buoni ordinari del Tesoro semestrali) e Btp-i (da 5 a 30 anni, indicizzati all’inflazione). «Eviterei CtZ (certificati del Tesoro privi di cedola con scadenza a 24 mesi, ndr) e BoT (anch’essi privi di cedola ma di durata inferiore, da 3 a 12 mesi, ndr) - spiega Nicolò Nunziata, strategist della società di consulenza Jc & associati -. Resterei cauto sul lungo periodo perché il mercato deve capire dove andrà realmente l’inflazione».

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Guadagnare con i fondi immobiliari

Dopo un 2007 da record (+14%), i fondi immobiliari quotati a Piazza Affari si sono allineati, nei primi mesi del 2008, alla debolezza generale in cui versa il settore del real estate. Da inizio anno, infatti, i valori delle quote dei 22 fondi del settore scambiati sul listino milanese si sono ridotti, in media, del 10 per cento. Tra i passivi più consistenti spiccano il -23% di Europa immobiliare 1 e il -22% di Obelisco. In controtendenza Portfolio immobiliare (+4%) e Berenice (+5,61%). In linea generale, il ridimensionamento dei prezzi rende oggi molti di questi fondi più appetibili considerato che viaggiano con un sconto rispetto al Nav (valore di bilancio del portafoglio degli immobili) del 25% rispetto al 20% dello scorso dicembre (l’unico a premio è il fondo Beta).

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06/06/08

Lotta agli evasori con il 117

Gli italiani danno una mano al Fisco nella caccia agli evasori fiscali e a chi commette frodi finanziarie. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Guardia di finanza, nel 2007 sono state effettuate oltre 25mila chiamate al numero “117” per segnalare violazioni di pertinenza dell’attività delle Fiamme gialle, l’80% delle quali legate a materie tributarie (imposte sui redditi e Iva, sui consumi ...).
Come funziona il 117. Chi intende segnalare un caso di evasione alla Guardia di finanza può contattare 24 ore al giorno il 117, il numero gratuito messo a disposizione dalle Fiamme gialle. A quel punto è indispensabile indicare i propri dati anagrafici poiché alle segnalazioni anonime non viene dato seguito. Tutte le telefonate sono registrate e conservate per la durata di 90 giorni. Per le violazioni amministrative, quali il mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, si può procedere alla immediata verbalizzazione dell’illecito soltanto aspettando la pattuglia sul posto (nel corso del 2007 la Gdf ha predisposto 236.895 pattuglie sul territorio nazionale). In caso contrario, vengono acquisite tutte le informazioni necessarie e il segnalante è invitato a presentarsi presso il reparto del corpo più vicino per la necessaria formalizzazione.

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05/06/08

Mutui a prova di truffa

Mortgageloan Cresce il peso di agenti, promotori e mediatori creditizi nel mercato dei mutui immobiliari. Nonostante sia finito più volte nel mirino delle associazioni dei consumatori a causa dello scarso regime di trasparenza con cui vengono sottoscritti in alcuni casi i contratti, questo canale distributivo (alternativo al classico sportello bancario) detiene il 37% della quota dei finanziamenti ipotecari (era il 35% nel 2003, fonte Assofin). Sommando a questo dato il 5% di prestiti concessi dalle banche online e il 3% intermediato online da siti specializzati, si ricava che quasi la metà dei mutuatari snobba oggi la filiale bancaria.
Come per un contratto stipulato direttamente in banca, anche quando ci si affida a un intermediario del credito - che può risultare utile al fine di accelerare la procedura per l’ottenimento del prestito - bisogna seguire una serie di accortezze per evitare di pagare extra-commissioni (rispetto al 2-3% sul totale finanziato normalmente richiesto) e parcelle a fondo perduto. «Anzi, in questo caso, la lista di consigli è più lunga - spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori -. Dato che non sono infrequenti comportamenti fraudolenti».

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04/06/08

Dollaro, inizia la rimonta?

Dollarup2 «Il ribasso del dollaro sta arrivando ai limiti del possibile. Ma questo non significa che non possa scendere più in basso. La politica dell’amministrazione americana non è stata da testo di economia pura, ma criminale». Non ha usato mezzi termini Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, commentando, nel corso del Festival dell’Economia di Trento, il forte deprezzamento del biglietto verde nei confronti dell’euro.

Del resto, lo scivolone del dollaro, sia per il rialzo del prezzo del petrolio (balzato del 79% in 12 mesi) sia per il taglio dei tassi di interesse negli Usa (ridotti dal 5,25% dello scorso settembre all’attuale 2%) ha assunto proporzioni non trascurabili: -19% in un anno e -50% dal 2003. Di fronte a questo scenario, c’è da chiedersi se è arrivato il momento di un’inversione di tendenza. Un’ipotesi, quest’ultima, caldeggiata dagli esperti. "L'economia europea sta rallentando. Se a questo aggiungiamo che la Fed è decisamente più proattiva si crea un mix di fattori che potrebbe creare le premesse per un recupero del dollaro - spiega Fabrizio Pasta, direttore generale Ubs Italia sim -. Questi gli obiettivi del biglietto verde: 1,47 a 3 mesi; 1,40 a 12; 1,30 a 24 mesi".

Perchè è sceso/1

Il fattore petrolio. Una delle cause principali che ha spinto al ribasso le quotazioni del dollaro è stata la contestuale accelerazione del prezzo del petrolio (cresciuto del 79% nell’ultimo anno, oggi è scambiato a 127,3 dollari al barile). Come mai? Il petrolio è scambiato in dollari. Se il prezzo di un barile cresce ci vogliono più dollari per comprarlo e, di conseguenza, il biglietto verde si svaluta.

Perchè è sceso/2
L’incognita tassi. Dal 18 settembre 2007 la Federal Reserve (la Banca centrale degli Stati Uniti) ha tagliato i tassi di interesse di 325 punti base, portandoli dal 5,25% al 2 per cento. In generale quando i tassi di un Paese scendono la moneta locale tende a deprezzarsi perché gli investitori preferiscono posizionarsi su valute più remunerative.

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02/06/08

Conti di deposito, meglio Chebanca! o Conto Arancio?

Tassi di interesse fino al 4,7 per cento. Con la novità di farsi accreditare l’importo in anticipo, se si blocca la liquidità per almeno tre mesi. Si presenta con questo biglietto da visita il “Conto deposito” di Chebanca!, l’istituto di credito del gruppo Mediobanca rivolto al mercato retail che ha aperto i primi sportelli da due settimane.

La nuova offerta irrompe in un mercato affollato con in campo Fineco, Barclays, Santander, Websella, We@bank e Ing direct. Quest’ultimo, con il Conto arancio, è stato l’apripista in Italia nel segmento dei conti di deposito, prodotti che, a fronte di un’operatività limitata rispetto ai conti correnti tradizionali, offrono in cambio tassi di interesse più elevati (ma richiedono un conto d’appoggio dove far transitare le somme da prelevare). Dal 2001, da quando l’istituto olandese è approdato in Italia, ha superato 1 milione di clienti per un totale amministrato superiore a 15 miliardi di euro. Obiettivi di rilievo anche per Chebanca! che nel giro dei prossimi tre anni punta al pareggio con 400mila clienti, 13 miliardi di raccolta e sei di impieghi. Per raggiungerli l’istituto ha scelto come amministratore delegato Christian Miccoli, fino a poco tempo fa ai vertici di Ing Direct in Italia e tra gli ideatori del Conto arancio .

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29/05/08

Borsa, tra prezzi e utili ecco i titoli meno cari

Da inizio anno i titoli di Piazza Affari accusano un passivo medio del 16 per cento.  Per chi, però, vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, l'acquazzone che ha colpito il listino milanese ha anche schiacciato i multipli di mercato rendendo appetibili, adesso, alcune quotazioni.

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27/05/08

Dopo i subprime l'inflazione

Inflationrate Per le banche non è un momento favorevole. Dopo la crisi subprime, non del tutto messa alla spalle, un altro fattore potrebbe minare la prospettiva di un rilancio degli utili (in molti casi più che dimezzati nel primo trimestre del 2008): l'inflazione.

Secondo uno studio di Deutsche Bank, infatti, il rincaro delle materie prime (spinto in particolare dalla forte domanda che proviene dai Paesi emergenti) manterrà alto il livello del costo della vita. Il che impatterà negativamente sui profitti degli istituti di credito. Nel complesso - secondo quanto riferisce l'analista Matt Spick - porterà a un calo degli utili di un ulteriore 27 per cento. Flessione che rimbalzerà sulle quotazioni in Borsa delle banche. Per quanto in molti casi viaggino a sconto - considerati i forti ribassi accumulati dallo scorso agosto - la spirale "alta inflazione-profitti in calo" difficilmente darà slancio al valore dei titoli. Secondo lo studio, perlomeno in Italia, vi sono solo due eccezioni: UniCredit e Banco popolare. Da evitare, invece, le banche austriache, tedesche e spagnole.

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26/05/08

Pieno di utili con i cereali

Nell’ultimo anno il prezzo del riso è balzato del 74 per cento. In rialzo anche mais (+31%) soia (+87%) e frumento (+130%). Nel complesso, l’indice settoriale dei cereali è cresciuto del 61%, raddoppiando il valore in quattro anni. A beneficiare del boom dei prezzi sono state le società del settore agroalimentare, che hanno visto gli utili decollare. In particolare Danone il cui utile netto è cresciuto di oltre il 200% nell’ultimo anno. Bene anche le aziende che operano nel settore dei fertilizzanti, con rialzi dei profitti fino al 180 per cento. E la Fao, l’agenzia dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione, nel Rapporto 2008 prevede quotazioni elevate fino al 2017, anche se a livelli inferiori rispetto ai massimi raggiunti le scorse settimane.

I motivi del rialzo. I prezzi corrono per motivi diversi: a cominciare dal blocco delle esportazioni decise da alcuni governi locali. Influisce anche il crescente utilizzo di cereali per la produzione di carburanti. Non mancano poi fattori speculativi con molti investitori istituzionali che hanno preferito i contratti sulle materie prime al sofferente settore del credito.

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21/05/08

Come risparmiare sul 730

730 Scade il 31 maggio il termine per la consegna ai Caf (Centri di assistenza fiscale) o agli intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) del modello 730 per la dichiarazione dei redditi 2007. Ancora dieci giorni, quindi, per preparare ricevute, scontrini e fatture necessari per poter usufruire delle agevolazioni fiscali. Rispetto allo scorso anno cambiano le aliquote (suddivise in cinque scaglioni da un minimo del 23% a un massimo del 43%) e sono state introdotte nuove detrazione sull’Irpef (Imposta sulle persone fisiche) come gli sconti del 55% sulle spese per il risparmio energetico e i bonus del 20% per l’acquisto di beni tecnologici.

Soggetti interessati. Il modello 730 è destinato, in prevalenza, a lavoratori dipendenti e pensionati e offre il vantaggio di ottenere rapidamente eventuali rimborsi: a partire da luglio per i dipendenti e da agosto o settembre per i pensionati.

Bonus. Anche quest’anno sarà possibile detrarre il 19% degli interessi passivi pagati sui mutui per la prima casa (fino a 3.615,20). A cui si aggiunge, da quest’anno, una detrazione fino a 1.000 euro per i compensi pagati agli intermediari immobiliari.Vale anche il bonus del 36% (fino a 48mila euro) per i lavori di ristrutturazione dell’immobile.

Le novità. Debutta sul 730 (sezione V, rigo E38) lo sconto del 55% (da ripartire in tre rate annuali) per le spese sostenute nel 2007 per la riqualificazione energetica dell’immobile. Tra le altre novità, sono previsti anche sconti sui canoni di locazione per studenti fuori sede (fino a 2.633 euro) e sull’acquisto di televisori digitali (fino a 1.000 euro). Inoltre, a favore delle famiglie con almeno quattro figli a carico è prevista un’agevolazione di 1.200 euro.

L’imposta. Dal calcolo, il contribuente che ha versato somme maggiori a quelle dovute, si vedrà accreditare il rimborso nella busta paga, o nella rata di pensione di luglio. Al contribuente che, invece, ha versato di meno, verrà trattenuta dalla busta paga o dalla pensione, la somma spettante al fisco.

Radiocor - 24 Minuti

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16/05/08

Lavoro, rebus per gli atipici

Tuttalavitadavantieu8 «Sto pensando a una norma che consenta di derogare al limite di 36 mesi per i contratti a termine» perché è illusorio «produrre posti di lavoro stabili per legge». Le ultime dichiarazioni rilasciate dal nuovo ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, potrebbero preoccupare la platea dei precari in Italia che, tra partite Iva, dipendenti a termine - occupati e non più occupati - e collaboratori, conta circa quattro milioni di individui (fonte Istat). Sul tema del precariato è anche intervenuto, questa mattina, il Papa che, ricevendo in Vaticano circa 200 rappresentanti del Forum delle associazioni familiari ha lanciato l’allarme: «Dalle famiglie si leva, talvolta persino inconsapevolmente, un grido, una richiesta di aiuto».

Intanto, la questione della proroga dei contratti a termine, potrebbe essere affrontata già dal prossimo mercoledì quando è prevista la riunione di un tavolo tecnico del Consiglio dei ministri. Una nuova riforma in tal senso aggiornerebbe un quadro più volte rivisto negli ultimi anni, dal “Pacchetto Treu” del 1997 (che ha introdotto il lavoro interinale) alla “legge Biagi” del 2003 (che ha istituito vari contratti fra cui quelli a progetto, a chiamata e di inserimento) fino alla legge 247 del 24 dicembre 2007 (che ha abolito la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato e il lavoro a chiamata). Numerosi cambiamenti che rischiano di ingenerare confusione. Per fare chiarezza, ecco una mini guida sui più diffusi contratti di lavoro a termine oggi in vigore.

Contratto a progetto. È stato introdotto nel 2003 con l’obiettivo di limitare il ricorso da parte di alcuni datori di lavoro a collaborazioni coordinate e continuative che nella pratica mascheravano rapporti di lavoro dipendente. Il collaboratore a progetto non è considerato dalla legge un lavoratore dipendente ma un autonomo. La sua attività consiste nell’esecuzione di un progetto da poter gestire autonomamente senza sottostare al potere direttivo del datore.

Contratti a termine. Fino al 2001 il ricorso al contratto a termine era ammesso solo in alcune situazioni imprevedibili e straordinarie. Il decreto legislativo 368/01 ha liberalizzato la possibilità di applicare un termine ai rapporti di lavoro prevedendo che la durata non può essere superiore a tre anni. Con il consenso del lavoratore è possibile prorogare il contratto se la durata iniziale è inferiore a tre anni. La proroga è consentita una sola volta a condizione che sia giustificata da ragioni oggettive e riguardi la medesima attività.

Contratto di somministrazione. Coinvolge tre soggetti: il somministratore, l’utilizzatore e il lavoratore. Il lavoratore è assunto dal somministratore, ma viene inviato a svolgere la propria attività (cosiddetta missione) presso l’utilizzatore. Tra somministratore e utilizzatore viene stipulato un contratto di fornitura di manodopera, che è un normale contrat